La battaglia di Borgoforte

Sarebbe oltremodo complicato sintetizzare in questa sede tutte le vicende che hanno caratterizzato il nostro risorgimento ivi comprese le rispettive guerre d’indipendenza che ne hanno contraddistinto le fasi cruciali , pertanto per tutti coloro che ne volessero sapere di più , rimando alle innumerevoli fonti che potete trovare sul web .
Allo stesso modo sarebbe per me difficile riepilogare gli avvenimenti che siglarono le presa della testa di ponte di Borgoforte da parte del nuovo esercito italiano nel periodo che intercorse tra la fine di giugno 1866 alla resa Austriaca avvenuta la notte del 18 luglio dello stesso anno, ma proverò per somme righe a delinearne gli aspetti principali .
Innanzitutto Roberto Segre autore della relazione era appartenente a una prestigiosa famiglia israelita , nato a Torino nel 1872 era figlio del capitano Segre il quale nel 1866 in qualità di Comandante aveva partecipato alle operazioni contro le fortezze di Borgoforte .
Anche lui divenuto ufficiale di artiglieria combattè dapprima nella guerra italo-turca e poi nella Prima guerra mondiale fino a raggiungere il grado di Capo di Stato Maggiore.
Avvalendosi degli archivi dell’Artiglieria del Genio e dello Stato Maggiore all’età di 25 anni assume il compito affidatogli da Regio Esercito di redigere una relazione riguardo la Battaglia di Borgoforte tornando sui luoghi delle ostilità da cronista quale lui si autodefinisce .
Questa asserzione è vera fino a un certo punto perchè il Segre nel corso dell’esposizione si lascia andare a critiche del resto legittime trattandosi di esperto di strategia militare .

Segre

Il Generale Roberto Segre in una foto dei primi anni del secolo scorso

tav ridott

Tav ridotta

Planimetrie dei forti di Motteggiana , Rocchetta , e Bocca di Ganda

I fatti :

il quadro della situazione vedeva nell’estate 1866 le truppe austriache saldamente protette da un efficace sistema difensivo nei loro territori del Lombardo-Veneto il famoso quadrilatero formato da Peschiera del Garda , Mantova , Legnago , Verona.
L’Italia si presentava al conflitto forte di un esercito composto da 165.000 uomini contro i 70.000 degli austriaci e un armamento rinnovato e potenziato strutturalmente , per contro si trovava ad affrontare un nemico priva di un personaggio carismatico che sapesse organizzare le forze in campo e pianificare un valido piano offensivo. Il comando dell’offensiva fu affidato a due Generali La Marmora e Cialdini tra i quali vi era uno spiccato dualismo , rivalità gelosie incompetenze e disomogeneità nelle strategie e negli intenti.
E i primi esiti negativi non si fecero attendere già da subito con la nota sconfitta di Custoza , tuttavia l’Esercito Italiano ebbe modo di rifarsi attraverso le vittorie conseguite da Garibaldi alla testa dei suoi 35.000 volontari nelle zone del sud Tirolo e alle incursioni a sud del Po, e Borgoforte è da considerarsi proprio nel contesto di tali operazioni.
Il referto del Segre è un glossario incalcolabile di termini strettamente tecnici
una galassia di locuzioni e nomenclature attinenti la strategia militare che concedono ben poco spazio a un lettore non abituato a questo tipo di lessico. Vi sono inoltre innumerevoli citazioni di strade paesi e località una miriade di mappe , carte topografiche , descrizioni , piani strategici che rendono nel complesso il libro di difficile comprensione per chi non sia appassionato conoscitore della zona e della sua toponomastica e che ho volutamente tralasciato onde rendere più scorrevole la sintesi . Le truppe italiane con i diversi corpi d’arma dislocati a ridosso delle quattro fortezze austriache, dopo la sconfitta di Custoza dispongono una linea difensiva sulla via Emilia e una d’attacco che comprendeva le zone di Suzzara Motteggiana Sailetto e Villa Saviola.
L’artiglieria pesante italiana era costituita da un munitissimo numero di cannoni a lunga gittata , mentre alla fanteria durante i primi giorni di Luglio era affidato il compito di conquistare e presidiarele posizioni più favorevoli per gli appostamenti di tiro.
Nell’arco di 20 giorni vengono pianificate tre differenti incursioni , quella decisiva verrà disposta nella notte tra il 17 e il 18 Luglio con il dispiegamento di una imponente macchina da guerra composta dai migliori soldati quali i componenti la Brigata Regina la Brigata Ravenna e l’arma dei Bersaglieri . Per il trasporto di cannoni e altri materiali pesanti da collocare sull’argine destro del Po vengono impiegate 1000 coppie di buoi quasi tutti confiscati alle popolazioni contadine e 150 pariglie. Sul tardo pomeriggio del 17 ha inizio un massiccio e incessante cannoneggiamento dei forti di Motteggiana , Bocca di Ganda e Rocchetta una pioggia di fuoco così distruttiva da rendere questi tre baluardi completamente inutilizzabili dalle forze nemiche che addirittura decretarono lo scioglimento delle proprie milizie e la distruzione di quanto rimaneva delle fortificazioni, cosa che avvenne solo parzialmente in quanto il forte Magnaguti venne misteriosamente risparmiato . Era la notte del 18 Luglio.
Da qui in poi fra Italia e Austria fu un susseguirsi di tregue per tutti i restanti giorni di luglio fino all’armistizio di Cormons dell’undici Agosto e alla pace di Vienna del 3 Ottobre 1866.
Per concludere occorre ricordare che nonostante i valorosi successi ottenuti da Garibaldi in Trentino e da Cialdini sul fronte del Quadrilatero e nel basso Veneto , l’Italia si presentò ai negoziati di pace indebolita dalla sconfitta navale di Lissa avvenuta pochi giorni prima dell’armistizio .
Sconfitta che gravò negativamente sui trattati diplomatici di Vienna stipulati con la mediazione della Francia di Napoleone III che indusse l’Italia ad accettare l’onta della consegna del Tirolo all’Austria e l’umiliazione dell’annessione del Veneto dalle mani della Francia dopo referendum plebiscitario .
Al di fuori del gergo prettamente militare per tornare al nostro libro è opportuno ricordare che con la III Guerra D’Indipendenza si concludono le guerre risorgimentali con l’unificazione del Regno D’Italia .
Un’epoca segnata da un rinnovato patriottismo dopo secoli di divisioni guerre civili invasioni straniere , una nazione la nostra che aveva vissuto un brillante rinascimento ma che di fatto con la presenza di tante piccole signorie e piccoli stati, aveva perso l’opportunità di creare uno stato unitario che potesse garantire sovranità assoluta a difesa dei nostri confini .
Un Risorgimento il nostro che ci costò un altissimo prezzo in vite umane , battaglie cruente passate alla storia per la ferocia dei combattimenti con il sacrificio di molti soldati , volontari e il martirio di parecchi civili animati tutti da nobili sentimenti di patriottismo .

Forte di Motteggiana dopo il bombardamento

Eccezionale documento presente nel libro , le prime foto scattate dopo la distruzione del forte di Motteggiana .

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2 thoughts on “La battaglia di Borgoforte

  1. Per fortuna esistono ancora persone dotate di una particolare sensibilità per i ricordi e la loro importanza, non solo per se stessi, ma anche per gli altri. Sarei interessato ad avere informazioni sulle planimetrie che appaiono in questo sito ed in particolare a quella di collegamento con le due rappresentate che dovrebbe contenere il forte di Borgoforte, per una ricerca storica sui forti della testa di ponte.Grazie e saluti.

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